LGC MEZZALAMA 2019 3

“Un buon sciatore fa un passo e arriva
Fin dove l’orecchio sente, ne fa un altro e
Arriva fin dove l’occhio vede
(da un’antica cronaca svedese)”

“Trofeo Mezzalama ovvero la maratona dei ghiacciai. Una maratona con gli sci, e per l’esattezza sci da alpinismo, quelli ad attacchi mobili che si usano per la discesa, ma anche e soprattutto per la salita incollando le “pelli di foca” sotto la soletta. I ghiacciai su cui si svolge la parte nevralgica del percorso, sopra i tremila metri e superando in due tratti del percorso perfino i quattromila, sono quelli valdostani che ammantano le vette del Monte Rosa, a monte di Cervinia, di Champoluc e di Gressoney.
È sempre stata una gara-evento essendo la prova di scialpinismo più alta delle Alpi poiché supera la vetta del Castore (m 4226) e il Passo del Naso dei Lyskamm (m 4150). È anche la gara più classica perché è nata nel 1933, nell’epoca in cui sorgevano le prime stazioni sciistiche e i primi impianti di risalita, ma il Trofeo Mezzalama è rimasto fedele all’autentico sci-avventura dei pionieri che allora come oggi affronta l’alta montagna senza alcun aiuto meccanico, il vero fuoripista sia in salita, sia in discesa.”

Ho tratto questa parte di presentazione storica del Mezzalama dal sito dell’organizzazione; l’edizione 2019 è stata definita “epica” a causa delle condizioni meteo quasi impossibili visto il vento forte e il freddo intenso su tutto il percorso. La mia postazione, il Theodulo, dettava a sua volta condizioni piuttosto cattive per cui sottoscrivo anche io i toni epici della giornata.